L’edizione 2026 riprende il percorso avviato dal workshop 2025 e lo concentra in una sessione pomeridiana, pensata per aggiornare le collaborazioni, discutere sviluppi concreti e identificare nuove interazioni tra ricerca, imprese, istituzioni e comunità rurali.
Il filo conduttore sarà il rapporto tra tecnologie, cura del territorio e capacità operative: monitoraggio del suolo, sistemi interpretabili di allerta precoce incendi, attività sperimentali a Terzeria, agrivoltaico, sensoristica, foreste mediterranee e biodiversità.
L’incontro sarà orientato alla discussione più che alla sequenza tradizionale di relazioni lunghe. Ogni contributo sarà breve e mirato; la tavola finale servirà a chiarire esigenze, dati, siti pilota, possibilità di collaborazione e prossimi passi.
Programma provvisorio — orari e titoli potranno subire aggiornamenti
Possibile visita a Terzeria. Su invito - Dettagli logistici e partecipazione saranno chiariti separatamente.
Sessione di circa tre ore.
Gli orari sono indicativi. Alcuni titoli e abstract potranno essere aggiornati dopo il riscontro finale dei relatori.
La crescente variabilità climatica rende sempre più necessario integrare il monitoraggio dello stato del suolo e delle risorse idriche con strumenti previsionali in grado di supportare decisioni tempestive e consapevoli in ambito agricolo.
In questo quadro, dati meteorologici, misure di umidità e di salinità del suolo e della falda, monitoraggio remoto tramite UAS e piattaforme satellitari, indici di siccità e modelli possono essere combinati per descrivere le condizioni correnti e anticiparne l’evoluzione, integrando anche il monitoraggio di altri rischi collegati alla siccità, come il rischio di incendi.
Sarà presentata PANORAMA, piattaforma sviluppata dal CeSMMA dell’Università della Calabria, che integra dati osservati, modellistica e sistemi di supporto alle decisioni, includendo previsioni dal brevissimo termine fino alla scala stagionale probabilistica.
Saranno inoltre illustrate le attività in corso con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale per la gestione integrata della risorsa idrica e dei sistemi multi-invaso, anche attraverso strategie operative basate su scenari stagionali probabilistici.
In questa prima fase, il lavoro si concentra sulla revisione dei principali fire weather e fire danger indices attualmente utilizzati nella letteratura e nei sistemi operativi.
Gli indici più diffusi vengono quindi calcolati e mappati nelle aree del Pollino e della Sila, analizzandone il comportamento in corrispondenza degli incendi registrati nel luglio 2026.
L’obiettivo è confrontare la risposta spaziale e temporale dei diversi indici e valutarne la capacità di rappresentare le condizioni associate agli eventi osservati.
I risultati costituiranno una base di riferimento per le successive fasi del progetto, dedicate allo sviluppo di modelli predittivi interpretabili e causalmente informati.
Breve aggiornamento sulle attività Ergatek legate al monitoraggio territoriale e agricolo: sistemi di rilevazione per incendi boschivi, strumenti DSS per il supporto alle decisioni in agricoltura di precisione e primi sviluppi del nuovo progetto per il Consorzio vini Terre di Calabria.
Gli incendi boschivi rappresentano una delle principali minacce per gli ecosistemi forestali mediterranei, aggravata dai cambiamenti climatici e dall'accumulo di combustibile. L’integrazione di dati LiDAR terrestre e da drone, immagini satellitari Landsat e tecniche di apprendimento automatico permette di migliorare la caratterizzazione della vegetazione e quindi dei modelli di combustibile e la modellazione del rischio di incendio.
I risultati evidenziano che la continuità del combustibile arbustivo e la struttura tridimensionale della vegetazione sono i principali fattori che influenzano la suscettibilità agli incendi. Le mappe di rischio ottenute mostrano una buona corrispondenza con quelle ufficiali regionali, confermando l'affidabilità del metodo per la gestione degli incendi nelle foreste mediterranee.
Breve aggiornamento sul quadro conoscitivo e progettuale del bosco di Terzeria / Santo Stefano, con riferimento a cartografia, rischio incendi, relazioni con il Parco del Pollino e la ZPS, osservazioni di campo e possibili indirizzi di gestione e valorizzazione.
L'orto botanico contemporaneo si configura come una infrastruttura territoriale multifunzionale che integra biodiversità, agricoltura, comunità e tecnologie. Sul piano della biodiversità, mira a svolgere un ruolo scientifico riconosciuto a livello internazionale attraverso conservazione ex situ, banche del seme, reti globali, monitoraggio ambientale e attività di educazione che trasformano la diversità vegetale in conoscenza pubblica (CBD‐Convention on Biological Diversity, 2013).
In ambito agricolo, l'orto botanico si apre alla sperimentazione ricercando colture locali e officinali, supportando la didattica e favorendo collaborazioni con vivai, aziende e istituzioni. Come infrastruttura di comunità, offre uno spazio pubblico identitario e inclusivo, promuove partecipazione, volontariato e citizen science, valorizza il patrimonio culturale e contribuisce al benessere psicofisico attraverso soluzioni basate sulla natura (BGCI). Infine, grazie alla dimensione tecnologica, integra digitalizzazione delle collezioni e strumenti GIS, diventando un laboratorio di innovazione verde. Nel caso dell'Orto Botanico di Sassari, queste funzioni convergono in un sistema che genera servizi ecosistemici, produce conoscenza, sostiene la cultura locale e abilita nuove forme di gestione e divulgazione del patrimonio naturale.
Monitoraggio, sensoristica, modelli e strumenti di supporto alle decisioni per aziende agricole e territori.
Explainable AI, telerilevamento, dati territoriali e collegamento con esigenze operative di prevenzione e gestione.
Agrivoltaico, sensoristica, sperimentazione di campo, bosco, pratiche agricole e trasferimento tecnologico.
Orti botanici, paesaggi agricoli, comunità, conoscenze locali e promozione della biodiversità mediterranea.
Elenco in aggiornamento. La presenza potrà essere in sede o da remoto, in base alle esigenze logistiche dei partecipanti.
Università della Calabria
Apertura, impatti sociali della digitalizzazione, moderazione e chiusura.
University of Strathclyde / Ergatek
Coordinamento scientifico e collegamento tra attività 2025–2026.
University of Strathclyde
Explainable AI, osservazione della Terra e progetto PhD su wildfire early warning.
Università della Calabria
Monitoraggio, modelli e gestione della risorsa idrica.
Università della Calabria
Monitoraggio del suolo, modelli e collaborazione UNICAL–Strathclyde.
Università della Calabria
Contributo alle attività di monitoraggio e modellazione.
Università della Basilicata
Foreste, telerilevamento, LiDAR e monitoraggio dei disturbi.
Orto Botanico, Università di Sassari
Biodiversità vegetale, educazione ambientale e ruolo territoriale degli orti botanici.
Società Agricola Terzeria
Terzeria come laboratorio agricolo e territoriale.
Università della Calabria
Agrivoltaico e opportunità per le aziende agricole.
Agronomo forestale
Bosco di Terzeria e sviluppi progettuali.
Ergatek Srl
Tecnologie per comunità, progettualità e collegamento con imprese e territori.
Invitata / da articolare nel programma
Prospettiva operativa su foreste, territorio e rischio incendi.
Invitati alla discussione
Contributi alla tavola finale su comunità, aziende e sviluppo rurale.
Hotel Corallo / Villapiana Lido
Martedì 8 settembre 2026
Sessione pomeridiana concentrata, con possibilità di interventi da remoto.
Con la partecipazione e il contributo di



